15 secondi per Mono
Hannes Pasqualini
Quanto ci mettete a bere un bicchiere d’acqua? Io mi sono cronometrato, più o meno 15 secondi.
Ma ci sono molte altre cose che durano (più o meno 15) secondi, a volte è il tempo che divide la vita dalla morte.
Ho recentemente finito la mia tavola per la rivista MONO, che arrivata alla terza uscita, ha scelto come tema “aqua”. L’acqua è vita, questo lo sanno anche i bambini. Ma l’acqua può celare in se la morte, una morte travestita da vita. Secondo l’Unicef acque contamitate provocano la morte di milioni di bambini.
Più o meno uno ogni 15 secondi.
http://www.alertnet.org/thefacts/reliefresources/114297179713.htm
http://www.unicef.org/wes/index_25637.html
Spesso il problema è che i bambini vengono allattati usando il latte in polvere, che deve essere reidratato, appunto, con l’acqua. Il latte in polvere è una forte fonte di guadagno per alcune grosse società come la Nestlè, e i governi occidenali spesso ricattano i paesi importatori di latte in polvere per difendere questi interessi.
Il sito della Rete Italiana Boicottaggio Nestlè riassume il problema come segue:
Al Nord molti pensano che il latte in polvere sia migliore di quello materno, arricchito com’è di sali minerali e vitamine. Studi approfonditi hanno però confermato l’intuito del buon senso millenario, l’allattamento al seno è il miglior modo per iniziare la vita: è gratuito, salutare e protegge dalle più comuni infezioni, inclusa polmonite, infezioni alle orecchie e gastroenterite, e ha un importante effetto immunitario. Persino in Inghilterra, un bambino allattato con il latte artificiale è esposto 10 volte in più a malattie di tipo gastrointestinali rispetto ad un bambino allattato al seno.
Ma nelle società povere sostiene l’UNICEF i bambini allattati artificialmente sono 25 volte più esposti alla morte di quelli allattati al seno.
Per quanto possa sembrare paradossale, la prima ragione è da ricercarsi nella denutrizione dovuta al fatto che molte famiglie guadagnano troppo poco per attenersi alle dosi prescritte. Ad esempio le famiglie delle regioni agricole dei paesi dell’Est Europeo, quando le madri non allattano, spendono circa il 70% dei loro averi nel latte artificiale (International Child Health, 1996), così come una donna argentina, che spende 50 dollari al mese per comprare il latte in polvere, potrebbe acquistare, con gli stessi soldi 15 chili di carne, 75 chili di agrumi e 50 chili di verdura (Breastfeeding: the best investiment, WABA 1998).Pertanto non deve stupire se il latte è annacquato diverse volte più del prescritto, con il risultato finale che i bambini, lungi dal crescere belli e robusti, diventano rachitici e sottopeso fino a morire.
La seconda ragione per cui l’allattamento al biberon uccide è la mancanza di igiene. L’acqua con cui il latte è preparato è spesso malsana ed è impossibile sterilizzare biberon e tettarelle senza la comodità del fornello e senza disinfettanti.
Mamme con pochi soldi, poche comodità e poche conoscenze igieniche somministrano ai loro bambini latte allungato in biberon a malapena sciacquati, con tettarelle esposte all’aria, su cui si posano di continuo decine di mosche. Le inevitabili conseguenze sono infezioni intestinali che provocano diarree mortali.
se ne volete sapere di più leggetevi questo approfondito articolo su www.carta.org (il sito della rivista Carta):
http://www.carta.org/campagne/diritti/030717nestle.htm
15 secondi… questa cosa mi è rimasta fortemente impressa nella mente. 15 secondi per bere un bicchiere d’acqua, 15 secondi per morire. E quanto ci mettiamo in media a leggere una pagina di fumetto? Ho cronometrato anche questo, se non c’è toppo testo, 15 secondi. Se leggo un fumetto di 100 pagine, dal suo inzio alla fine 100 vite vanno perdute a causa dell’acqua contaminata. 100 persone. una per ogni pagina del fumetto.
15 secondi, il tempo che possiamo sopravvivere nel vuoto cosmico senza una tuta.
15 secondi per fare una cosa inutile e vincere un sacco di soldi. Come per la tredicenne Morgan Pozgar, della Pennsylvania, che in 15 secondi ha scritto la parola «Supercalifragilisticexpialidocious» sul suo telefonino vincendo 25 mila dollari.
MONO è una rivista pubblicata dalla casa editrice Tunuè e curata da Sergio Algozzino e Marco Rizzo.
















